Museo del Merletto

Museo del Merletto

Percorsi e collezioni

Il Merletto: Glossario

Barbole: bande di merletto poste a guarnizione di cuffie. Utilizzate dal 1600, nel 1800 decorano i cappelli.

Blonda: merletto di seta a fuselli, con fondo a rete. Originario della Francia, dalla metà del 1700 si diffonde poi a Venezia e in Spagna. Il termine deriva dal francese “blonde”, dal colore della seta naturale utilizzata; tinta in nero sarà preferita per la confezione delle mantelline da bauta (travestimento veneziano carnevalesco).

Burato: tessuto ad armatura tela molto rada, utilizzato come supporto per ricami, cui  nel ‘500 sarà dedicato un libro.

Collo rabat: colletto maschile “rovesciato”, formato da pannello quadrangolare (poi due rettangolari) di merletto  che copriva appena le spalle, per poi scendere sul davanti. Utilizzato dal 1600, nel 1700 si trasforma in jabot ed è oggi usato ancora dai magistrati togati.

Collo berta: collare a ruota (detto anche “godet”) posto come mantellina a sottolineare gli ampi scolli tipici della seconda metà dell’800; revival medievale ricorda il nome della madre di Carlo Magno.

Collo berlino: definizione della Scuola Merletti di Burano, data ad un modello di probabile commissione berlinese.

Collo a pistagna: definizione della Scuola Merletti di Burano, data ad un modello di colletto sciallato con lembi allungati.

Cuscinello: vedi tombolo.

Facciole: strisce di tela o merletto poste al sottogola dalla fine del ‘600; usate dagli abati anche nel ‘700.

Filet: rete a maglie quadrate ricamate  a punto tela e a punto rammendo con navetta o ago, detto “modano”.   

Fisciù: (dal fr. fichu) fazzoletto da spalle triangolare con  punte infilate nel farsetto (corpetto) o intrecciate davanti e annodate dietro. Indossato da dame e da borghesi nell’ultimo quarto del secolo XVIII, varia nella qualità del tessile con cui è confezionato.

Grottesca: con tale termine si designa una tipologia decorativa parietale derivante da quella rinvenuta nella Domus Aurea di Nerone (nelle cosiddette “grotte”). Costituita da un leggero e fantastico disporsi di forme vegetali miste a figure umane, animali stravaganti e scenette narrative. Comparsa agli inizi del ‘500, nel corso del ‘700 visse un revival naturalistico.

Guanti “mitaines”: guanti a dita scoperte, lunghi fino al gomito, realizzati a ricamo o a merletto; di moda all’epoca del Re Sole, in Francia;  alla fine del secolo XIX sono utilizzati solo per la sera.

Merletto ad ago: merletto realizzato con ago e filo di lino (anche di cotone dal secolo XX) senza l’utilizzo di nessun supporto, utilizzando un cussinello, simile al tombolo, su cui posa un cilindro ligneo (murello) fermato da un telo su cui è stato precedentemente cucito il disegno.

Merletto a fuselli: fissato il disegno sul tombolo si procede intrecciando fili collegati a fuselli (detti anche piombini o mazzette) e fermandone con spilli la lavorazione.

Macramè: (dall’arabo mahrama ) ancor oggi eseguito in area ligure, si costruisce dal nulla annodando fili fissati superiormente, che vengono lasciati poi sciolti, a frangia in basso.

Motivo “a meandro”: decorazione che si sviluppa a partire dal 1740, caratterizzata da  serie parallele di tralci ondulanti verticali da cui si dipartono mazzi fioriti  più o meno naturalistici.

Pellegrina: (dal fr. pélerine, ampio colletto del mantello del pellegrino), nel ‘600  lunga in vita dietro e con lunghi lembi davanti; nel ‘700 e nell‘800, ha forma di mezza ruota.

Punto Burano: tipologia di merletto ad ago che si differenzia dal Punto Venezia per lo  sfondo, costituito da un reticolo a minuscole maglie rettangolari simili a sequenze verticali di scalette a pioli.

Punto corallino o piatto: merletto ad ago piatto, con decoro a diramazioni esili e contorte ispirate alle arborescenze coralline e sviluppatosi a partire dall’ultimo quarto del 1600.

Punto Milano: merletto a fuselli caratterizzato all’inizio da motivi continui, senza fondo, realizzati separatamente a punto tela e uniti in fase finale. Nel ‘600 compare prima un fondo a barrette, semplici o doppie,  poi un reticolo a maglia tonda o esagonale che si ritrova nei manufatti fiamminghi.

 

Punto Pellestrina: merletto a fuselli che appare agli inizi del ‘600, molto simile per  tecnica (punto tela, treccia,mezzopunto) e decoro al coevo punto Milano da cui si differenzia  per le barrette del fondo, spesso a “Y”.

Punto rosa: merletto ad ago con decoro che si distingue per la miniaturizzazione degli elementi e per la sovrapposizione di multipli strati. Si sviluppa a partire dal 1680.

Punto Venezia: tipologia del merletto ad ago che si differenzia dal Punto Burano per lo sfondo costituito da un intreccio, un tempo caotico ora a nido d’ape, di barrette (sbari) semplici o con pippiolini (picò) prodotte a punto asola o festone (cappa) .

Punto Venezia piatto: caratterizzato da motivi decorativi fitomorfi di dimensioni uniformi  collegati da sottili barrette e pippiolini e privi dei rigonfiamenti tipici del Punto Venezia a grosso rilievo.

Punto Venezia tagliato a fogliame a grosso rilievo: caratterizzato da un decoro di foglie e infiorescenze liberamente interpretate rese con una grande quantità di imbottirure e rilievi. Si sviluppa dal 1650 prima con motivi semplicemente accostati, poi con fondo a barrette. Noto in Europa  come Gros point de Venise .

Punto Venezia tagliato a fogliame: simile al precedente ma caratterizzato dall’assenza di imbottiture e rilievi.

Ricamo rinascimento: simile nell’aspetto al merletto, si basa sulla sistemazione di una spighetta (striscia sottile toilé realizzata a fuselli a punto tela, oppure a telaio), secondo un disegno predefinito, collegata da elementi riempitivi ad ago. Si tratta di una versione economica del punto Venezia tagliato a fogliame.

Reticello: antenato del merletto. Tipologia di ricamo ottenuta sfilando orditi e trame di una tela di base fino a ridurla ad un insieme di pochi fili verticali ed orizzontali su cui creare poco per volta un determinato decoro.

Rocaille: decorazione ispirata al motivo della conchiglia ( con cui siabbellivano grotte e giardini fin dal  ‘600), da cui deriva il termine Rococo, per indicare uno stile artistico.

Tombolo: cuscino cilindrico imbottito di paglia o segatura poggiato sopra un specie di sgabello rovesciato detto “scagno” ed utilizzato per la realizzazione del merletto a fuselli. A Venezia viene detto “balòn”.

Tramezzo: (dal fr.entredeux ) striscia di merletto da inserire tra due lembi di tessuto.