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	<title>Museo del MerlettoMostre Archivi - Museo del Merletto</title>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 11:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Merletti d'autore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La nuova mostra al Museo del Merletto di Burano, grazie all'esposizione di significative opere degli anni Venti e Trenta affiancate da disegni preparatori, cartoni e pubblicazioni d’epoca, ripercorre l'ascesa del merletto d'autore come autentica espressione artistica.  [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>MERLETTI D’AUTORE </strong><br />
<strong>Biennale del Merletto 2026</strong></h2>
<p><strong><em>A cura di:</em>&nbsp;Chiara Squarcina, Giorgio Levi e Luigi Zanini</strong></p>
<p><strong>Dal 21 aprile 2026 all&#8217;8 gennaio 2027</strong></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nuova mostra al Museo del Merletto di Burano, grazie all&#8217;esposizione di significative <strong>opere degli anni Venti e Trenta</strong> affiancate da disegni preparatori, cartoni e pubblicazioni d’epoca, <strong>ripercorre l&#8217;ascesa del merletto d&#8217;autore come autentica espressione artistica</strong>.&nbsp;</p>
<p>Il merletto d’autore nasce con il <em>Corteo in costume</em> di Giulio Rosso per Jesurum, presentato alla III Biennale di Monza del 1927. Il periodo compreso tra il 1927 e il 1932, infatti, segna un <strong>momento cruciale per l’affermazione del merletto come forma autonoma di arte decorativa</strong>, al pari del vetro e della ceramica: si consolida una nuova concezione progettuale, fondata sulla collaborazione tra manifatture di eccellenza e artisti e designers.</p>
<p>Questo è un fenomeno che non riguarda esclusivamente l’ambito veneziano (come Jesurum in collaborazione con Giulio Rosso e Gino Levi Montalcini o la Scuola Merletti di Burano con Vittorio Zecchin), ma si estende anche ad altri importanti centri produttivi italiani.&nbsp;</p>
<p>Il percorso espositivo è introdotto dal lavoro di Doretta Davanzo Poli e dalla messa in mostra delle due principali tecniche di realizzazione del merletto: quella ad ago di Venezia e Bologna, e quella a tombolo di Cantù e Rapallo. Le opere sono esposte con una simile logica, suddivise per aree di produzione, mettendo in luce alcune tra le più importanti manifatture italiane: da Venezia a Cantù, fino a Bologna.</p>
<p>Una sezione speciale è dedicata alla mostra internazionale di arti decorative italiane tenutasi nel 1931 allo Stedelijk Museum di Amsterdam, una delle prime occasioni in cui il merletto italiano si affermò all’estero accanto a ceramiche e vetri di Murano. Il successo di pubblico e critica fu notevole, come raccontano le cronache dell’epoca. In questa sezione sono esposti il catalogo originale e uno dei capolavori veneziani presentati allora: <em>La festa del Redentore </em>di Tomaso Buzzi per Melville &amp; Ziffer.</p>
<p>In mostra sono presenti opere di artisti e progettisti come Giulio Rosso, Fausto Melotti, Vittorio Zecchin, Giovanni Gariboldi e Tomaso Buzzi, protagonisti di una stagione particolarmente creativa per il merletto italiano.</p>
<p>&#8211;</p>
<p>La mostra è dedicata alla memoria di Doretta Davanzo Poli, tra le più autorevoli studiose del merletto italiano, scomparsa alla fine del 2020. Poco prima che la malattia le impedisse di proseguire la sua attività, aveva proposto alla rivista “Ceramica e Arti Decorative del Novecento” un saggio dedicato ai merletti d’autore presentati alla V Triennale di Milano del 1933, senza tuttavia riuscire ad avviarne la stesura. Sulla stessa rivista aveva già pubblicato un importante contributo sui merletti di Giulio Rosso per Jesurum, realizzati fra il 1927 (III Biennale di Monza) e il 1932 (XVIII Biennale di Venezia) comprendenti anche opere esposte alla mostra del Museo Stedelijk di Amsterdam del 1931.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Merletti d&#8217;autore</em> è visitabile dal 21 aprile 2026 all&#8217;08 gennaio 2027, con <a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/" target="_blank" rel="noopener">l’orario</a> e il <a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank" rel="noopener">biglietto</a> del Museo. </strong></p>
<p><strong>La mostra è organizzata nell’ambito della quinta edizione della Biennale del Merletto che ospiterà in laguna mostre e incontri dedicati all’Arte del Merletto.</strong></p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 13:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FRAGILE STORIES]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In occasione della IV Biennale del merletto, il Museo del Merletto di Burano ospita la mostra "Fragile Stories", con opere di Mandy Bonnell e Déirdre Kelly composte da bellissimi trafori ritagliati su carte pregiate e mappe geografiche utilizzando il linguaggio estetico del merletto. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>FRAGILE STORIES</strong></h2>
<p><strong>Dal 14 giugno 2024 al 08 gennaio 2025</strong><br />
<strong>Burano, Museo del Merletto </strong></p>
<p><strong>Opere di Mandy Bonnell e Déirdre Kelly</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9"></p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories.jpg'><img width="100" height="100" src="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories-100x100.jpg 100w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories-300x300.jpg 300w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories-768x768.jpg 768w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories.jpg 860w" sizes="(max-width: 100px) 100vw, 100px" /></a>
<a href='https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_2.jpg'><img width="100" height="100" src="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_2-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_2-100x100.jpg 100w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_2-300x300.jpg 300w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_2-768x768.jpg 768w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_2.jpg 860w" sizes="(max-width: 100px) 100vw, 100px" /></a>
<a href='https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_3.jpg'><img width="100" height="100" src="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_3-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_3-100x100.jpg 100w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_3-300x300.jpg 300w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_3-768x768.jpg 768w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2024/03/Fragile_Stories_3.jpg 860w" sizes="(max-width: 100px) 100vw, 100px" /></a>

<p>Dal 14 giugno 2024 all’8 gennaio 2025, per la <a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/biennale-del-merletto-2024/2024/06/19234/quarta-edizione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>IV Biennale del Merletto</strong></a>, il Museo ospita la mostra <em><strong>Fragile Stories</strong>, </em>con opere di Mandy Bonnell e Déirdre Kelly composte da bellissimi trafori ritagliati su carte pregiate e mappe geografiche utilizzando il linguaggio estetico del merletto.</p>
<p><em>Fragile Stories</em> manifesta il desiderio di abbracciare e partecipare alla ricca creatività della mano femminile sempre in sintonia con i ritmi delicati della natura, spesso – come lo stesso merletto – molto più forte di quanto sembri; interagendo con le tradizioni delle merlettaie di Burano, <strong>Mandy Bonnell e Déirdre Kelly</strong> hanno trovato il modo di <strong>raccontare storie intrecciate ed evocare viaggi</strong>, sovrapponendo <strong>nuove tecniche ad antichi mestieri</strong>.</p>
<p>Bonnell e Kelly si uniscono nella gioia del fare e nell’<strong>energia collettiva del lavoro femminile</strong> attraverso traduzioni, interpretazioni e reiterazioni della ricca collezione di imparaticci e disegni per merletti conservati nell’archivio del Museo di Palazzo Mocenigo e nella collezione del Museo del Merletto a Burano.</p>
<p><em>Fragile Stories</em> presenta una serie di opere scandite da una <strong>dettagliata complessità</strong> derivata dalla natura, stampe, disegni e libri d’artista che evocano assenze e presenze, alludendo alla perfezione dei fili intrecciati. Una conversazione con le merlettaie del passato, toccando questioni di fragilità e durabilità, si traduce in<strong> bellissimi trafori ritagliati su carte pregiate e mappe geografiche</strong> utilizzando il linguaggio estetico<br />
del merletto.</p>
<p>La lavorazione del <strong>merletto veneziano</strong> come tradizionale attività artigianale ed economica femminile è diventata l’incarnazione del patrimonio sociale e culturale delle isole di Venezia: a ciò le artiste Mandy Bonnell e Déirdre Kelly rendono omaggio in <em>Fragile Stories</em>, mirando a dare una voce duratura a questa memoria culturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/fragile-stories/2024/06/19263/mandy-bonnell-biografia/"><strong>Biografia Mandy Bonnell &gt;&gt;&gt;</strong></a></h2>
<h2><a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/fragile-stories/2024/06/19266/deirdre-kelly-biografia/"><strong>Biografia Déirdre Kelly &gt;&gt;&gt;</strong></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>_</p>
<p><strong><em>FRAGILE STORIES</em> è visitabile dal 14 giugno 2024 al 08 gennaio 2025, con l&#8217;<a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/" target="_blank" rel="noopener">orario</a> e il <a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto</a> del Museo.</strong></p>
<p>La mostra è organizzata nell’ambito della quarta edizione della Biennale del Merletto, che dal 14 giugno 2024 all’8 gennaio 2025 ospiterà in laguna mostre e incontri dedicati all’Arte del Merletto.</p>
<p><a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/biennale-del-merletto-2024/2024/06/19234/quarta-edizione/"><strong>Scopri il programma completo della Biennale del Merletto 2024 &gt;</strong></a></p>
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		<title>Tri-personale di Wanda Casaril, Elisabetta Di Sopra e Ilaria Margutti, a cura di Francesca Brandes</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 11:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tri-personale di Wanda Casaril, Elisabetta Di Sopra e Ilaria Margutti, a cura di Francesca Brandes, al Museo del Merletto di Burano dal 14 giugno 2022. La mostra è organizzata nell'ambito della terza edizione della Biennale del Merletto [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/opera-di-casaril-di-sopra-e-margutti/2022/06/18788/tri-personale-di-wanda-casaril-elisabetta-di-sopra-e-ilaria-margutti/">Tri-personale di Wanda Casaril, Elisabetta Di Sopra e Ilaria Margutti, a cura di Francesca Brandes</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it">Museo del Merletto</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-18793" style="font-size: 16px;" src="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2022/06/Locandina-OPERA-al-Museo-Merletto.jpg" alt="" width="300" height="425" srcset="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2022/06/Locandina-OPERA-al-Museo-Merletto.jpg 595w, https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2022/06/Locandina-OPERA-al-Museo-Merletto-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Le motivazioni concettuali di una mostra come <strong><em>Opera</em> – tri-personale di Wanda Casaril, Elisabetta Di Sopra e Ilaria Margutti, a cura di Francesca Brandes</strong> – risiedono nel filo rosso tenace che la modalità artistica femminile affida alla costruzione materica ed ideale della realtà. Le tre artiste hanno percorsi molto diversi, ma proprio in questa simultaneità immaginativa e d’intenti (nonostante l’utilizzo di strumenti differenti) consiste l’interesse principale dell’esposizione.</p>
<p><strong>Elisabetta Di Sopra</strong> (Pordenone, 1969) è videoartista, da molti anni attiva in Italia, docente del Master in videoarte dell’Università Ca’ Foscari, principale collaboratrice dell’Archivio Carlo Montanaro presso la Fabbrica del Vedere, a Venezia. Il suo video, dal&nbsp;titolo appunto <em>Opera</em>, propone l’alternarsi su un doppio schermo delle immagini di un intervento realizzato da una chirurga che commenta i propri atti (intesi nel senso della cura, della precisione e della necessità) e l’azione della fiber artist Ilaria Margutti, mentre ricama su stoffa parole poetiche scaturite dalla quarantena: versi di Antonella Anedda, della stessa Margutti e di altre donne che raccontano – ciascuna a proprio modo – ansie e paure scaturite dall’isolamento forzato.</p>
<p><strong>Ilaria Margutti</strong> (Modena, 1971), vive e lavora a Sansepolcro (Arezzo), dove svolge l’attività artistica e quella di docente di storia dell’arte; in mostra, <em>Ipotesi del continuo</em>, un’installazione in due teli (250&#215;80 cm ciascuno), con ricamo a mano e inserti di intaglio su tela, filo di seta e ritorto fiorentino. Il titolo del lavoro si rifà alla teoria avanzata da Georg Cantor sulle dimensioni possibili degli insiemi di infinito matematico. Lo studioso dimostrò l’esistenza di una successione infinita di diversi infiniti: a partire da questo spunto, Margutti riflette sulla totale impossibilità di sottrarsi al ritmo dilatante dell’universo. Radici, spine fiori, parole, volti, nel suo operare non sono altro che estensioni di insiemi di infiniti diversi, dentro cui le leggi della fisica – non trovando più risposte concrete – si affidano al ritmo del suono del cosmo, al movimento delle mani che cuciono imprescindibili rapporti, ogni trasformazione possibile, tutti i passaggi invisibili dei gesti. Ilaria indaga i linguaggi attraverso cui la Natura ci parla, di domanda in domanda, di ricamo in ricamo: così facendo, ricostruisce una relazione visibile con l’Universo, ogni universo, la nostra <em>casa abitabile</em>.</p>
<p>Alle due artiste si è ritenuto interessante aggiungere la testimonianza di una decana della fiber art come <strong>Wanda Casaril</strong>. Nata a Venezia nel 1933, Casaril ha insegnato arte tessile all’Istituto Statale d’Arte del capoluogo lagunare fino al 1983, poi si è dedicata esclusivamente al lavoro creativo, con numerose mostre in Italia e all’estero.<br />
Il medesimo codice che definisce il nitore concettuale di Elisabetta Di Sopra e Ilaria Margutti, con la loro precisa, ma immaginifica, opera di costruzione infinita, anima anche l’installazione in mostra di Casaril: un atto di denuncia dalle connotazioni decise, il suo, contro lo stupro dell’ambiente che ci circonda. Perché esiste un’intenzione nel cuore delle cose, nelle stanze in cui il progetto prende forma: i nessi fondamentali emergono nei passaggi logici del processo formativo, ma anche nell’esperienza vissuta. Per Wanda l’occasione è stata offerta da uno dei suoi viaggi in India, dove ha toccato con mano lo scempio della cementificazione, a fronte di una Natura incontaminata.<br />
Così è nata <em>Amen</em>: un messaggio scabro, in lettere di cartone, a cui l’artista ha sovrapposto una copertura in filo di cotone con foglie applicate di seta. L’insieme ricorda la bellezza perduta, con un residuo sedimentato di nostalgia, un substrato organico oltre la follia umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le tre artiste, anziché rimanere nella definizione statica di un principio, preferiscono fare linfa delle origini. Torna alla mente la definizione platonica per “filosofia”, ove <em>il fare deve coincidere con il sapersi servire di ciò che si fa</em>. Per Di Sopra, Margutti e Casaril la pratica è fondata su una forma di lucida meditazione: consapevolmente presenti ed autonome, nell’adesione essenziale ai propri mezzi, che è anche un’adesione etica.</p>
<p>Ciò che dà senso ad <strong><em>Opera</em></strong> (nelle sue diverse manifestazioni) è sempre il significato del codice, la pregnanza esistenziale del gesto, il rigore della risposta: un intreccio estremamente significativo, a collegare diverse generazioni artistiche e diverse modalità d’intendere – emotivamente e culturalmente – il concetto di tessitura. Ma non solo: <strong><em>Opera</em></strong> è un viaggio psichico e pragmatico, in cui immaginazione e logica coincidono in una relazione dialettica. È ordinamento del mondo in itinere.</p>
<p>Francesca Brandes&nbsp;&nbsp;</p>
<p>_</p>
<p>La mostra è organizzata nell’ambito della terza edizione della<strong> <a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/biennale-del-merletto/2020/06/18186/terza-edizione/">Biennale del Merletto</a></strong>, che dal 14 giugno al 2 ottobre 2022 ospiterà in laguna mostre e incontri dedicati all’Arte del Merletto.<br />
<a href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/biennale-del-merletto/2020/06/18186/terza-edizione/"><strong>Scopri il programma completo della Biennale del Merletto 2022 &gt;</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/opera-di-casaril-di-sopra-e-margutti/2022/06/18788/tri-personale-di-wanda-casaril-elisabetta-di-sopra-e-ilaria-margutti/">Tri-personale di Wanda Casaril, Elisabetta Di Sopra e Ilaria Margutti, a cura di Francesca Brandes</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it">Museo del Merletto</a>.</p>
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		<title>Mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/pittura-di-luce-burano-e-i-suoi-pittori/2019/03/17706/mostra-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 12:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PITTURA DI LUCE. Burano e i suoi pittori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una mostra che attraverso le opere della collezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ca’ Pesaro vuole porre l’attenzione su una produzione che dopo il secondo conflitto mondiale portò Burano al centro di un importante e vivace dibattito sull’arte moderna [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>PITTURA DI LUCE<br />
Burano e i suoi pittori</strong></h2>
<p><strong>Dal 6 aprile 2019 al 28 febbraio 2021</strong><br />
<strong>Burano, Museo del Merletto</strong></p>
<p><strong>A cura di Chiara Squarcina e Elisabetta Barisoni</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’isola più “isola” della laguna veneziana, Burano, nel secolo scorso divenne un incredibile scenario ispiratore per artisti come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini</strong>. Di questi pittori, ma non solo, si presentano ora opere in cui natura e scorci paesaggistici assumono una particolare intensità perché la pennellata si dissolve matericamente diventando sinonimo di luce.</p>
<p><strong>Una mostra, questa, che attraverso le opere della collezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ca’ Pesaro vuole porre l’attenzione su una produzione che dopo il secondo conflitto mondiale portò Burano e il suo Premio di pittura al centro di un importante e vivace dibattito sull’arte moderna</strong>. Tutto ebbe inizio durante il primo decennio del secolo scorso, quando la stessa isola divenne un luogo infinitamente connesso con il movimento d’avanguardia di Ca’ Pesaro. Era l’epoca di <strong>Gino Rossi</strong>, <strong>Arturo Martini</strong>, <strong>Ugo Valeri</strong>, <strong>Luigi Scopinich</strong>, <strong>Umberto Moggioli</strong>, <strong>Felice Casorati</strong> e poi, negli anni successivi, di <strong>Pio Semeghini</strong>.</p>
<p><strong>Cosa rappresentasse per questi artisti Burano è quanto si desidera spiegare con la mostra </strong><em><strong>Pittura di luce. Burano e i suoi pittori</strong>.</em> Un’isola che mai come allora assunse i connotati di luogo idilliaco dove prendeva vita l’estremo desiderio di ritrarre dal vivo, “en plein air”, la natura dando voce allo spirito decadente del suo poetico pensiero. Per questa trasposizione d’accenti trasognati Burano venne imprigionata in questa visione di rifugio spirituale, un paradiso colto nella sua etereità immersa in una “bolla di luce” finalizzata a ribadirne un’inconsapevole bellezza. Una labile visione, profonda e intimamente riflessiva.</p>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 18:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LA SCUOLA DEL MERLETTO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’esposizione intende raccontare la grande storia della Scuola del Merletto di Burano. L'inaugurazione, in programma 28 febbraio, sarà anche l'occasione per rendere pubbliche le premiazioni del Concorso nazionale "Un Merletto per Venezia". [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 1 Marzo al 27 Maggio 2018</strong><br />
<strong>Burano, Museo del Merletto</strong></p>
<p><strong>Inaugurazione: mercoledì 28 febbraio ore 12.30</strong>&nbsp;<br />
<strong>con presentazione vincitori Premio &#8220;<a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/concorso-un-merletto-per-venezia/2017-2/un-merletto-per-venezia-2017/concorso-merletto-2017/"><em>Un Merletto per Venezia</em></a>&#8220;</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>L’esposizione intende raccontare la nascita, lo sviluppo, il declino e la rinascita della Scuola del Merletto di Burano.</p>
<p>Aristocrazia e politica illuminate, con il patrocinio di Margherita di Savoia, a fine ‘800 elaborarono un progetto per il rilancio del merletto veneziano con l’apertura di scuole: la prima a Burano nel 1872, recuperata un’anziana maestra superstite, Cencia Scarpariola, poi altre a Venezia, nel Litorale, in Terraferma. I decori erano tratti dai repertori del passato: si riprodussero così tutte le tipologie stilistiche, spesso con una precisione tecnica superiore alle originali, ma restando modesti i rinnovamenti iconografici ispirati ad <em>Art Nouveau</em> e <em>Déco</em>.</p>
<p>L’attività proseguì per decenni grazie a generose commissioni dei Reali e a finanziamenti della famiglia Marcello, ma il mutare delle mode e la diminuita disponibilità finanziaria generale, stravolta dalla grande guerra, la tendenza a persistere su modelli iconografici del passato, l’altissimo costo del fattoa- mano rispetto al prodotto industriale, la concorrenza dei numerosi altri centri sorti in Italia, resero vano ogni sforzo.</p>
<p>Nel secondo dopoguerrasi realizzano solo accessoriminori e souvenirs per il turismo e negli anniSettanta cominciarono a scomparire scuole e laboratori. Un decennio dopo, però, l’iniziativa di un Consorzio voluto da enti pubblici e privati, dalla Fondazione Adriana Marcello, portò nel 1981 all’apertura del Museo della Scuola, ad una serie di mostre tematiche di successo e all’organizzazione di corsi teorico-pratici sull’arte del merletto di Venezia e Burano, per impedirne ancora una volta l’oblio.</p>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 16:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MARIA BISSACCO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Museo del Merletto presenta una mostra che testimonia la creatività e la modernità che la Bissacco ha saputo infondere all’arte del merletto a fuselli. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Museo del Merletto di Burano</strong><br />
<strong>13 Maggio 2017 &#8211; 7 Gennaio 2018</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>prorogata al 4 febbraio 2018</strong></span></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p><strong>Maria Bissacco</strong> ha iniziato a lavorare il merletto a fuselli nel 1994, ottenendo il diploma di maestra merlettaia presso la Scuola Corsi Merletti di Gorizia nel 2000-2001. Il Museo del Merletto ha deciso di presentare una sua mostra antologica per testimoniare la creatività e la modernità che la Bissacco ha saputo infondere all’arte del merletto a fuselli, inseguendo un intimo percorso, nella progettazione e nell’esecuzione del merletto, nell’intento di trasformarlo in una forma di espressione artistica, senza però snaturarlo, anzi rendendolo comunque riconoscibile e in qualche modo ancorato alla tradizione.</p>
<p><strong>A cura di Chiara Squarcina</strong></p>
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		<item>
		<title>Mostra permanente</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 13:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL PREMIO BURANO 1946 -1956]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'esposizione presenta in esclusiva dipinti e le opere grafiche premiati nelle 4 edizioni del Premio Burano (1946,1951,1953,1956). Clicca per scoprire di più [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL PREMIO BURANO. 1946 -1956</strong></p>
<p><strong>dal 17 ottobre 2015 </strong><br />
<em><strong>Burano, Museo del Merletto</strong></em></p>
<p>_</p>
<p>Le origini della &#8220;scuola di Burano&#8221; risalgono esattamente ad un secolo fa, quando l’Isola divenne meta preferita delle vacanze di alcuni pittori “foresti” e veneziani che condivisero ambiente di lavoro e soggetti di ispirazione. Fu così denominata nel 1939 da Guido Piovene e, nell’immediato secondo dopoguerra, vide il riconoscimento ufficiale con quattro edizioni del Premio che dall’isola prese il nome, bandite fra il 1946 e il 1956.</p>
<p>L&#8217;esposizione presenterà i dipinti e le opere grafiche premiati nelle quattro edizioni del Premio Burano (1946,1951,1953,1956).</p>
<p>Queste testimonianze pittoriche rivelano non solo forme originali di espressione ed evoluzione artistica ma anche la conoscenza dello stato di fatto e di conservazione del paesaggio, tema del premio Burano, dove l&#8217;acqua predominava e che intendiamo oggi riproporre all&#8217;interesse e alla sensibilità di un vasto pubblico nel loro contesto originario.</p>
<p>La mostra è realizzata assieme al Centro Culturale Laguna ed è visitabile con l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a></span> e il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto del museo</a></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<custom_fields><inizio>17/10/2015</inizio><fine>10/01/2016</fine><ordine_menu>0</ordine_menu></custom_fields><enclosure url="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2015/09/2-200x110.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/un-merletto-per-venezia/2015/08/6348/mostra-concorso-merletto-ago-fuselli/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 10:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[UN MERLETTO PER VENEZIA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://museomerletto.visitmuve.it/?p=6348</guid>
		<description><![CDATA[<p>In mostra oltre cento opere provenienti dalla prima edizione del Concorso del merletto ad ago e a fuselli "Un merletto per Venezia". Clicca e scopri [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/un-merletto-per-venezia/2015/08/6348/mostra-concorso-merletto-ago-fuselli/">Mostra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it">Museo del Merletto</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UN MERLETTO PER VENEZIA</strong><br />
<strong>_</strong></p>
<p><strong>12 settembre &#8211; 31 gennaio 2016</strong><br />
<em><strong>Burano, Museo del Merletto</strong></em><br />
<strong>_</strong></p>
<p>Le opere realizzate per la prima edizione del &#8220;<em>Concorso del merletto ad ago e a fuselli. Un merletto per Venezia</em>&#8221; – quasi un centinaio – saranno esposte in una speciale mostra al museo di Burano.</p>
<p><strong>Tipica del merletto di Burano è la lavorazione rigorosamente ad ago</strong>: i merletti originali dell’isola si distinguono per l’estrema complessità del disegno e della tecnica, per l’utilizzo di fili molto sottili (di cotone, lino, seta, dorati o argentati) e per una lavorazione estremamente lunga, per la quale sono d’obbligo studio e applicazione pluridecennali. <strong>La lavorazione a fuselli, più veloce e tecnicamente meno impegnativa, è divenuta invece tipica, nell’ambito della laguna di Venezia, dei merletti di Pellestrina</strong>.</p>
<p>L’iniziativa della Fondazione Musei Civici di Venezia affianca altre attività che hanno lo scopo di mantenere vivo l’interesse, esecutivo e artistico, nei confronti di una realtà che si declina in modo originale anche sul versante contemporaneo.</p>
<p>Emerge così un nuovo ruolo del merletto che, come opera autonoma, abbandona la funzione di abbigliamento e arredo a favore di un’inedita espressività.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/attivita/concorso-merletto-2014/foto-partecipanti/" class="broken_link">Scopri tutti i lavori partecipanti all&#8217;edizione 2014 del Concorso Nazionale &#8220;Un Merletto per Venezia&#8221;</a></span></p>
<p>La mostra è visitabile con l’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/orari/">orario</a></span> e il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">biglietto del museo</a></span></p>
<p>_</p>
<p>A cura di Chiara Squarcina</p>
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]]></content:encoded>
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	<custom_fields><inizio>12/09/2015</inizio><fine>31/01/2016</fine><ordine_menu>0</ordine_menu></custom_fields><enclosure url="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2015/08/Amalia-Rossi_Bagliori-di-luce-Sezione-Merletto-ad-ago-–-Stile-moderno_-200x110.jpg" />	</item>
		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-hirst-merletto/2015/03/6280/leslie-hirst-il-filo-dei-messaggi/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 16:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LESLIE HIRST. Il filo dei messaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://museomerletto.visitmuve.it/?p=6280</guid>
		<description><![CDATA[<p>A metà strada tra scrittura e arte visiva, il lavoro della pittrice americana Leslie Hirst sfida in maniera sottile il modo in cui siamo abituati a leggere i segni del linguaggio. L’allestimento, ideato appositamente per il Museo del Merletto, mette in scena una serie di composizioni in cui parole e merletti si fondono, proponendo due originali versioni di scrittura. [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-hirst-merletto/2015/03/6280/leslie-hirst-il-filo-dei-messaggi/">Mostra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it">Museo del Merletto</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LESLIE HIRST</strong><br /><em><strong>Il filo dei messaggi &#8211; Message Threads</strong></em></p>
<p><strong>Dal 30 Maggio al 1 Agosto 2015</strong><br /><em><strong>Burano, Museo del Merletto</strong></em></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p><em>Vernice stampa e inaugurazione Venerdì 29 maggio 2015 Ore 13</em></p>
<p><strong>A metà tra la scrittura e l’arte visiva, il lavoro dell’artista statunitense Leslie Hirst sfida in maniera sottile il modo in cui siamo abituati a leggere i segni del linguaggio</strong>.  Esperta disegnatrice, pittrice e type designer, Leslie Hirst lavora con diversi materiali e oggetti trovati, li scompone, li riconfigura e li impreziosisce per rappresentare la complessità di un mondo in cui tutto è collegato.</p>
<p><strong>A seguito di una visita a Burano nel 2005, la Hirst fu spinta a creare delle composizioni che fondessero parole e merletti</strong>.  L’artista concepisce il merletto come metafora dell’espressione verbale poiché il tessuto e gli spazi aperti, rispettivamente il contenuto ed il contesto, sono tenuti assieme dal punto a filo, cioè la scrittura.</p>
<p><strong>Il linguaggio visivo della Hirst è costruito con frammenti, scarti di immagini e forme casuali ricavate dal suo vasto archivio personale fatto di lettere scritte a mano e fotografie di graffiti.</strong> Queste risorse rappresentano un legame profondissimo con l’arte del merletto poiché esse raffigurano lo scorrere del tempo attraverso il movimento lungo una linea ininterrotta.</p>
<p><strong>Hirst ha creato appositamente per il Museo del Merletto quattro collage di disegni uniti a quattro pezzi “svolazzanti” di carta e merletto</strong>. Frutto di ispirazione letteraria, i collage si fingono dei sistemi linguistici cifrati con i quali hanno in comune la scrittura, i segni grafici e l’astrazione. Queste tecniche visive sono quelle richiamate nei piccoli oggetti tessili, intrecciati in strutture d’acciaio e sospesi all’interno del museo.</p>
<p>L’artista spinge ulteriormente la tecnica del <strong>collage</strong> inserendo dei sottili punti merlettati che fungono da caratteri scritti a mano oppure stampati.  L’utilizzo del comune elenco del telefono e di disegni ispirati ai tag graffiti, offre un innovativo contrasto con l’attenta dedizione che l’arte del merletto richiede.</p>
<p>La diffusione delle culture, in definitiva, traduce il desiderio di affermare l’identità personale attraverso la firma ed il costante bisogno di rendere il gesto della mano un vero e proprio rito.  Se da un lato queste opere ci ricordano <strong>l’importante ruolo storico che l’arte del cucito ebbe nell’ottica dello sviluppo della scrittura</strong>, dall’altro esse rimandano ad una narrativa parallela, linguisticamente contemporanea, come quella dei sistemi di condivisione dei dati.</p>
<p><strong>L’innata maestria con cui l’artista unisce e trasforma le tecniche rimanda al concetto di unione e ripetizione, qualità tipiche delle trasmissioni e dell’ informazione mediatiche.</strong> L’appiattimento e la distorsione del linguaggio che si diffonde attraverso sistemi comunicativi esclusivamente tecnologici forniscono l’essenza del merletto.   Campionatura di dati, codici binari, abbreviazioni, riconoscimento d’immagini, anomalie assieme ad altri metodi che mascherano la leggibilità, sono uniti in un lessico visivo del tutto insolito capace di trascendere le parole.</p>
<p><strong>Alla mostra, che si realizza a cura di Chiara Squarcina, con il coordinamento scientifico di Gabriella Belli, è abbinato un numero della collana <em>Trame</em> (Fondazione Musei Civici di Venezia, 2015).</strong> Questo progetto e stato realizzato grazie alla collaborazione con alcuni tra i più competenti esperti al mondo di merletto veneziano.</p>
<p>La mostra è stata realizzata con il sostegno di <strong>The Rhode Island Foundation</strong> e <strong>Rhode Island School of Design Providence</strong>, RI; <strong>The Emily Harvey Foundation</strong> (New York and Venezia), <strong>AIR Krems Krems</strong> (Austria).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong><a title="Vai alle informazioni utili per la visita al Museo del Merletto" href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank">L’ingresso alla mostra è consentito con l’orario e il biglietto del museo &gt;&gt;&gt;</a></strong></em></span></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>A cura di Chiara Squarcina<br />Coordinamento scientifico: Gabriella Belli</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-hirst-merletto/2015/03/6280/leslie-hirst-il-filo-dei-messaggi/">Mostra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it">Museo del Merletto</a>.</p>
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		<title>La mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 15:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[RIPENSANDO IL MERLETTO ...]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La mostra "Ripensando il merletto" presenta dei costumi realizzati da studenti del DMA (Diploma dei Mestieri d’Arte – Costumisti per lo spettacolo) del Liceo LesCoteaux di Cannes in Francia. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ripensando il merletto …</strong></p>
<p><strong>ottobre 2014 &#8211; marzo 2015 </strong><br /><em><strong>Museo del Merletto, Burano </strong></em></p>
<p>La mostra « <strong>Ripensando il merletto …</strong> » presenta dei costumi realizzati da studenti del <strong>DMA (Diploma dei Mestieri d’Arte – Costumisti per lo spettacolo)</strong> del <strong>Liceo Les Coteaux</strong> di <strong>Cannes</strong> in Francia.</p>
<p>Il DMA viene articolato intorno agli insegnamenti artistici e tecnici e prepara i futuri costumisti per la lirica, il teatro, la danza, il cinema, il circo …</p>
<p>Ogni studente ha creato e realizzato un costume : un farsetto decorato con delle falde smisurate e un colletto in pizzo, che unisce due mondi artistici.</p>
<p><strong>La reinterpretazione dei merletti è stata tradotta in tessile e in ceramica,</strong> grazie ad una collaborazione tra gli studenti del <strong>DMA Costumisti di Cannes</strong> e il <strong>DMA Ceramisti di Antibes</strong>.</p>
<p><strong>I pittori olandesi del Seicento sono stati il punto di partenza</strong> nell’approccio del progetto. I ritratti fiamminghi che si caratterizzano dal chiaroscuro rivelano e sublimano i colletti di pizzo bianco.</p>
<p><strong>Da sempre gli artisti si sono giocati della realtà e delle sue finzioni</strong>, hanno illustrato le apparenze ingannatrici delle cose. Quelle illusioni ottiche rispondono ad una voglia di sorprendere e di essere e di sfidare il galateo.</p>
<p>La mistificazione che ci propone una nuova visione della realtà, ci obbliga a dubitare. Finzioni, inganni, artifici diventano la sfida di un processo creativo.</p>
<p>Qui i codici del merletto sono deviati.</p>
<p><strong>I colletti sono stati rivisitati in maniera contemporanea, “ripensandoci …” dopo uno studio approfondito del pizzo del Seicento</strong>. Le dentellature, gli intrecci, gli intagli sono stati ripensati per creare l’illusione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a title="Vai alle informazioni utili per la visita al Museo del Merletto" href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank"><em><strong>L’ingresso alla mostra è consentito con l’orario e il biglietto del museo &gt;&gt;&gt;</strong></em> </a></span></p>
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]]></content:encoded>
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	<custom_fields><inizio>21/10/2014</inizio><fine>31/03/2015</fine><ordine_menu>0</ordine_menu></custom_fields><enclosure url="https://museomerletto.visitmuve.it/wp-content/uploads/2014/10/DSC09599-200x110.jpg" />	</item>
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		<title>Mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-merletti-concorso/2014/06/5938/mostra/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 14:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MOSTRA DI MERLETTI. Corso di merletto ad ago]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nell'ambito del corso di merletto ad ago svoltosi nel mese di maggio, la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo del Merletto di Burano, presentano una selezione di manufatti ad ago del XX secolo, unitamente ai lavori ad ago e a fusello prodotti dalle aspiranti ricamatrici  [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 10 al 20 giugno 2014</strong></p>
<p><em><strong>Sala del Portale</strong></em><br /><em><strong>Centro Servizi di San Lorenzo, Venezia</strong></em></p>
<p>Al termine del corso di merletto ad ago svoltosi dall’11 maggio al 27 maggio presso il Centro Servizi di San Lorenzo (IRE), viene ora presentata nella Sala del Portale, sempre in collaborazione tra Fondazione Musei Civici di Venezia, Comune di Venezia &#8211; Municipalità di Venezia, Murano, Burano, IRE Venezia e Associazione Culturale Olivolo-Auser Venezia, una mostra di merletti.</p>
<p>L’esposizione, che si realizza in collaborazione con il<strong> Museo del Merletto – Fondazione Musei Civici di Venezia</strong>, presenta una selezione di manufatti ad ago del XX secolo, unitamente ai lavori ad ago e a fusello prodotti dalle aspiranti ricamatrici del corso tenuto dalle <strong>maestre merlettaie Cristina Brunello e Graziella Ghezzo.</strong></p>
<p>La mostra, aperta tutti i giorni dal 10 al 20 giugno, a ingresso libero (orario 10-17), così come il corso di merletto, è espressione di quell’importante sinergia tra istituzioni operanti nel territorio che si esprime nella promozione di azioni di valorizzazione e di tutela delle forme artistiche più importanti, ma in alcuni casi anche più fragili, della ricca tradizione veneziana.</p>
<p>_</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>INFORMAZIONI</strong></span></p>
<p><strong>Centro Servizi San Lorenzo (IRE)</strong><br />Tel: 0412404925<br />kpolloni@irevenezia.it<br />rpandolfo@irevenezia.it</p>
<p><strong>Segreteria di Palazzo Mocenigo</strong>, San Stae, Venezia<br />Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 12<br />Tel: 041 721798</p>
<p><strong>Associazione Olivolo-Auser Venezia</strong><br />Tel: 345 3791333<br />circolo.olivolo@auser.ve.it</p>
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]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/grazia-rosin-merletto/2014/01/5727/la-mostra-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 17:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MARIA GRAZIA ROSIN. Merletto frattale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questo progetto presentato alla Biennale Arti Visive 2013 di Venezia, approda ora al Museo del Merletto di Burano, luogo in cui si potrà cogliere al meglio la complessità delle analogie e delle interazioni tra arte e ambiente che lo hanno ispirato [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MARIA GRAZIA ROSIN</strong><br /><em><strong>Merletto frattale</strong></em></p>
<p><strong>Dal 9 maggio al 23 novembre 2014</strong><br /><em><strong>Museo del Merletto, Burano</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>prorogata fino al 30 aprile 2015 </strong> </em></p>
<p>Il suggestivo paesaggio delle “barene”, tipici terreni di forma tabulare che caratterizzano la laguna veneta, ha ispirato l’artista <strong>Maria Grazia Rosin</strong> a cogliere nella loro forma <em>a reticolo</em> un’interessante similitudine fra la peculiare espressione naturalistica e i virtuosi intrecci del merletto ad ago dell&#8217;Isola di Burano.</p>
<p>Attraverso quest’opera l’artista propone un’inedita riflessione che prende spunto da riscontri estetici possibili fra due “situazioni” &#8211; una creativa, l’altra ambientale &#8211; accomunate da una medesima fragilità strutturale, punto focale di questa analisi artistica.</p>
<p>Il risultato è un’installazione <strong><em>work in progress</em> </strong>che si presenta come una <em>texture</em> a motivi frattali, ovvero forme che si sviluppano con caratteri grafici costanti declinandosi all’infinito, creando sempre volumi diversi, pur mantenendo inalterata la forma. La texture della barena, infatti, è caratterizzata da un intreccio delicato di piante ed erbe e re-interpretata come l’esatta tessitura di un ricamo, in un’immaginifica “trasmutazione alchemica” dei reticoli di un pizzo in una realtà vegetale.</p>
<p>L’opera progettuale<em> Merletto Frattale</em> di Maria Grazia Rosin è stata presentata alla mostra <em>Oltre il paesaggio mistico</em> ( giugno – agosto 2013,) nell’isola e nella barena ad ovest antistante l’isola di San Francesco del Deserto, laguna di Venezia. La mostra è stata curata da Simonetta Gorreri, art director di <strong>ARTLIFE for the World</strong>, nell’ambito delle iniziative istituzionali del MiBACT, promosse dal Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione Generale PaBAAC, in occasione della 55a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2013.</p>
<p>Realizzato in collaborazione con <strong>la maestra merlettaia Sandra Mavaracchio</strong>, questo progetto approda ora al Museo del Merletto di Burano, luogo in cui si potrà cogliere al meglio la complessità delle analogie e delle interazioni tra arte e ambiente che lo hanno ispirato.<br />La riqualificazione creativa che ne deriverà, con la nuova configurazione del paesaggio, incluso l’inserto paesaggio-pizzo, assumerà dunque una forte trasformazione espressiva.</p>
<p><strong>A cura di </strong>Chiara Squarcina<br /><strong>In collaborazione con </strong>Artlife for the World &#8211; Associazione Culturale Venezia<br /><strong>Maestra merlettaia</strong> Sandra Mavaracchio</p>
<p>_</p>
<p><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank"></a><span style="text-decoration: underline;"><em><strong><a href="http://museomerletto.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank">L&#8217;ingresso è consentito con l&#8217;orario e il biglietto del museo &gt;&gt;&gt;</a></strong></em></span></p>
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		<item>
		<title>La mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/il-filo-e-i-segni/2013/04/5511/la-mostra/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 16:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL FILO E I SEGNI. L'arte del ricamo a Lefkara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://museomerletto.visitmuve.it/?p=5511</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il Museo del Merletto di Burano è la prima sede della mostra itinerante che espone una serie di preziosi manufatti tessili di Lefkara sottolineando l’affinità stilistica italiana e cipriota in quest'arte dal periodo veneziano ad oggi [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/il-filo-e-i-segni/2013/04/5511/la-mostra/">La mostra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://museomerletto.visitmuve.it">Museo del Merletto</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL FILO E I SEGNI</strong><br /><em><strong>L&#8217;arte del ricamo a Lefkara</strong></em></p>
<p><strong>Dal 7 al 30 aprile 2013</strong><br /><em><strong>Museo del merletto, Burano</strong></em></p>
<p>Il Museo del Merletto di Burano è la prima sede della <strong>mostra itinerante &#8220;<em>Il Filo e i Segni</em>&#8221; </strong>dedicata all&#8217;<strong>arte del ricamo a Lefkara </strong>(Cipro).</p>
<p>Il progetto si inserisce nell’ottica della valorizzazione e salvaguardia delle arti applicate femminili, oltre che per tutelare, promuovere e valorizzare la cultura e l&#8217;arte nel settore del ricamo, del merletto e del tessile. Un’esposizione itinerante che nasce dalla convinzione che il merletto, il ricamo e le trine, esprimono il sentimento e la comune sensibilità di un lavoro femminile che dà forma ai momenti più importanti della storia del costume e soprattutto ai sincretismi tra diverse culture dell&#8217;ambito europeo e mediterraneo.</p>
<p>Presentata nelle <strong>sale al primo piano del Museo del merletto,</strong> la mostra offre una serie di preziosi manufatti tessili di Lefkara che danno conto del perdurare dell’arte del ricamo a Cipro dal periodo veneziano ad oggi e dell’<strong>affinità stilistica italiana e cipriota</strong>.</p>
<p>A fare da corollario al percorso espositivo saranno inoltre esposti quadri dello <strong>scultore cipriota</strong> (ma residente a Venezia) <strong>Iosif Hadzikyriakos</strong> &#8211; ove l&#8217;artista dà conto della dedizione assoluta delle “donne-sacerdotesse” dell&#8217;arte del ricamo – e opere dell’<strong>artista romana Antonella Argiroffo</strong> che, nei suoi quadri lavorati con filo colorato, evidenzia la capacità creativa femminile applicata all’arte.</p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>In collaborazione con: </strong>Associazione dei Ciprioti in Italia NIMA, Associazione Bolsena Ricama<br /><strong></strong></p>
<p><strong>Con il sostegno di: </strong>Ministero di Cultura di Cipro, Ambasciata di Cipro in Italia, Regione del Veneto, Regione Lazio, Roma Capitale Municipio Roma III, Comune di Bolsena, Comune di Lefkara (Cipro)</p>
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]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La mostra</title>
		<link>https://museomerletto.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/flora-viale-frammenti-sacri/2013/02/5466/progetto-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 11:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLORA VIALE. Frammenti sacri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://museomerletto.visitmuve.it/?p=5466</guid>
		<description><![CDATA[<p>Questa mostra espone una serie di merletti di Flora Viale, artista italo-statunitense, che, elaborando le problematiche poste dalla sensibilità e dalla percezione realizza una serie di “frammenti” carichi di significati e quesiti cui dare risposta [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FLORA VIALE.</strong><br /><em><strong>Frammenti sacri </strong></em></p>
<p><strong>Dal 18 Maggio 2013 al 5 Gennaio 2014</strong><br /><em><strong>Museo del Merletto, Burano </strong></em></p>
<p>L’<strong>antica arte dei merletti</strong>, quasi esclusivamente di matrice femminile e ancora oggi così inscindibilmente legata al costume e alla storia dell’<strong>isola di Burano</strong>, continua ad affascinare e a influenzare gli artisti.</p>
<p>È il caso di <strong>Flora Viale</strong>, artista italo-statunitense, che, elaborando le problematiche poste dalla sensibilità e dalla percezione realizza una serie di <strong>“frammenti” </strong>carichi di significati e quesiti cui dare risposta. Che cosa questi frammenti rappresentino è forse il fulcro del suo atto creativo, cui corrisponde un processo di “<em>problem-solving</em>” che fa scaturire un intenso flusso di intuizioni, proposte e scenari. Sono forse <strong>“reliquie” </strong>dell’uso, esperienze o creazioni &#8211; da cui sgorga un senso di bellezza, ma anche di pena, schiavitù, finezza, preziosità, devozione o decorazione – o semplice “arte” da indossare, come si faceva un tempo?</p>
<p>&#8211;</p>
<p>A cura di Flora Viale <br />Coordinamento Chiara Squarcina</p>
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]]></content:encoded>
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