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	<title>Museo del MerlettoSenza categoria Archivi - Museo del Merletto</title>
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		<title>Evento</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 15:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un progetto per Venezia Città delle Donne, da un’idea di Mattia Berto LE BURANELLE Domenica 3 giugno 2018 Burano, Museo [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-thumbnail wp-image-17391 alignleft" src="http://carlogoldoni.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/06-Muve-VCD-289x289--100x100.jpg" alt="" width="100" height="100"><strong>Un progetto per <em><a href="http://www.visitmuve.it/it/venezia-citta-delle-donne/progetto/" target="_blank" rel="noopener">Venezia Città delle Donne</a></em>, da un’idea di Mattia Berto</strong></p>
<p><strong>LE BURANELLE<br />
Domenica 3 giugno 2018</strong><br />
<strong>Burano, Museo del Merletto</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #d2232a;"><strong>IL PROGETTO</strong></span></p>
<p class="western">Dopo il successo dello scorso anno dell’installazione Futura, andata in scena il giorno 8 Marzo al Museo Casa di Carlo Goldoni, grazie alla complicità e collaborazione di Francesca Pederoda, ci piacerebbe ripercorrere per l’anno 2018 il progetto in una veste ancor più ricca. L’installazione, infatti, quest’anno diventa un docufilm che racconta, attraverso l’occhio della telecamera, le storie di piccole e grandi protagoniste e le loro idee sul futuro.</p>
<p class="western">Cercheremo un gruppo di bambine e un gruppo di anziane tra le isole della laguna: Pellestrina, Burano e Murano, tra i 6 e i 12 anni e tra i 70 e i 100 anni disposte a farsi intervistare e fotografare nelle loro stanze e nei luoghi che vivono. Un percorso che vuole diventare la prima tappa di un osservatorio sociale, un lavoro di mappatura del territorio e del nostro tempo in una chiave tutta al femminile declinata nelle sue età ed espressioni.<br />
Quattro capitoli per quattro realtà: l’evento speciale a Casa Goldoni vedrà coinvolte le Veneziane del centro storico, Le Muranesi al Museo del Vetro, Le Buranelle al Museo del Merletto e le Pellestrinotte nel Centro Civico o uno spazio della cittadinanza.<br />
Oltre alla proiezione del corto riempiremo lo spazio di aeroplani gialli simbolo di FUTURA. Ai partecipanti verrà regalata una pubblicazione con le fotografie di Giorgia Chinellato e i link alle tre puntate. Anche quest’anno ci piacerebbe lanciare la sfida in rete alle donne di tutte le età chiedendo loro di fotografarsi con l’aeroplano all’interno di uno dei musei della Fondazione, facendo l’ulteriore “sforzo” di immortalarsi assieme ad una delle tantissime donne ritratte, scolpite o raccontate dalle opere d’arte. Il progetto nasce dalla profonda convinzione che sia fondamentale raccontare un territorio, guardando al futuro e investendo nelle nuove e vecchie generazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/5gpisHxTQXU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="western"><strong>Note di regia:<br />
</strong>Guardare alla giornata dell’8 Marzo con gli occhi rivolti al futuro: una consapevolezza non di un giorno, ma di tutti i giorni. Chiedere ad un gruppo di bambine, future donne, ed a un gruppo di donne mature delle più diverse estrazioni sociali, etnie e temperamenti cosa si aspettano dal domani. Una prospettiva aperta, il più libera possibile, quella che solo i bambini e i vecchi possano offrire. Un viaggio, un volo che può andare in qualsiasi direzione perché ancora da scrivere, ancora da immaginare. La nostra vita scorre con sicurezza, nonostante le inquietudini, le piccole certezze e le grandi rivoluzioni della collettività e del singolo. Chiederò loro di rispondere alle stesse domande: Cosa pensi del mondo? Di cosa hai paura? Cosa farai da grande? Sei felice di essere una femmina? Perché… Un intero progetto che guarda alla donna attraverso gli occhi di chi ha vissuto e chi vivrà.</p>
<p>_</p>
<p class="western"><strong>TAPPE DEL PROGETTO:</strong></p>
<ul>
<li>Gennaio 2018: inizio campagna sostegno di Futura “Incontra le donne dei musei nelle loro stanze e portale con te in Futura usando la pagina Facebook, l’account Instagram e Twitter della FMCV”.</li>
<li>Gennaio, febbraio e marzo 2018 riprese a Pellestrina, Burano e Murano</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tappe di <i>Futura nella mia stanza guardando al domani</i></strong></p>
<ul>
<li>8 Marzo 2018:<a href="http://carlogoldoni.visitmuve.it/it/eventi/archivio-eventi/progetto-futura/2018/02/17369/nella-mia-stanza-guardando-al-domani/" target="_blank" rel="noopener"> evento speciale a Casa Goldoni “Le Veneziane” &gt;</a></li>
<li>28 Aprile: evento a Pellestrina “Le Pellestrinotte”</li>
<li>3 giugno: evento al Museo del Merletto “Le Buranelle”&nbsp;</li>
<li>6 dicembre: <a href="http://museovetro.visitmuve.it/it/eventi/eventi-in-corso/progetto-futura/2018/03/17927/evento-3/" target="_blank" rel="noopener">evento al Museo del Vetro “Le Muranesi” &gt;</a></li>
</ul>
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		<title>Project</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 15:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Curated by Norman Rosenthal, the exhibition presents more than 40 works, exploring Julian Schnabel’s career [...] [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-670" href="http://correr.admin-suite.com/?attachment_id=670" class="broken_link"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-670" title="Portrait of Anh in a Mars Violet Room, 1988" src="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/05/Schanbel-212-248x300.jpg" alt="" width="248" height="300" /></a>From 4 June to 27 November 2011 the Museo Correr in Venice is staging a major exhibition dedicated to Julian Schnabel, the famed New York artist and eclectic creative spirit.</p>
<p>The show <strong>“Julian Schnabel. Permanently Becoming and the Architecture of seeing” </strong>is produced and organised by Arthemisia Group in collaboration with Fondazione Musei Civici di Venezia, and staged thanks to the key contribution of Maybach, the event’s main sponsor, and BNL Gruppo BNP Paribas.</p>
<p>Curated by Norman Rosenthal, the exhibition presents more than forty works, exploring Julian Schnabel’s career from the 1970s to the present and offering an opportunity to admire paintings and sculptures by a great artist and all-round American phenomenon. The retrospective illustrates his aesthetic, strongly influenced by Jackson Pollock and Cy Twombly, but also drawing on the European and Mediterranean tradition. His art recalls the style of the old Spanish and Italian masters, like El Greco and Tintoretto, and reworks ancient and modern literary and cultural references from Homer to Aeschylus, to the art of the great masters like Giotto, Goya, Antoni Gaudí and Pablo Picasso.</p>
<hr noshade="noshade" />
<p>Painter, sculptor and film director of international fame, Julian Schnabel stands out for his astounding capacity for creative metamorphoses and the arresting expressive power of his works. A painter first and foremost, he has explored various fields of art, including film, as the acclaimed director of <em>Basquiat </em>in 1996, <em>Before Night Falls</em> in 2000 (which won the Grand Jury Prize at the Venice Film Festival), and <em>The Diving Bell and the Butterfly </em>in 2007 (which earned him the award for Best Director at the Cannes Film Festival). Schnabel’s films are closely connected to his art, and his work in film can be viewed as a natural continuation of his painting.</p>
<p>Best known for his plate paintings, Schnabel has in fact used an infinite variety of media and materials to create his works, from velvet to oil cloth, from pieces of wood from all over the world to sails, photographs, rugs, tarpaulins and in general any flat surface that inspires his creative process. This painting process influenced people into making new kinds of art.</p>
<p>Towards the end of the 1980s Schnabel began to work with outsize formats. This approach, although often interpreted by critics as a mere attempt to impress the viewer, actually springs from the artist’s desire to reference the imposing paintings of the past commissioned by the state or the church, as well as the “big paintings” of post-war America.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il progetto</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 15:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il percorso espositivo, a cura di Norman Rosenthal, presenta oltre 40 opere che ripercorrono la carriera artistica di Julian Schnabel [...] [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_670" style="width: 399px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/05/Schanbel-212.jpg" class="broken_link"><img aria-describedby="caption-attachment-670" decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-670" title="Portrait of Anh in a Mars Violet Room, 1988" src="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/05/Schanbel-212.jpg" alt="" width="389" height="469" /></a><p id="caption-attachment-670" class="wp-caption-text">Portrait of Anh in a Mars Violet Room, 1988 - Collezione Anh Duong</p></div>
<p><strong>Dal 4 giugno al 27 novembre</strong> 2011 le prestigiose sale del <strong>Museo Correr</strong> di Venezia ospiteranno la mostra <strong>“Julian Schnabel. Permanently becoming and the architecture of seeing”</strong>.  L’evento è prodotto e organizzato da <strong>Arthemisia Group</strong> in collaborazione con la <strong>Fondazione Musei Civici di Venezia</strong> e realizzata grazie a <strong>Maybach</strong>, main sponsor dell’evento, e di <strong>BNL Gruppo BNP Paribas</strong>.  Il percorso espositivo, a cura di <strong>Norman Rosenthal</strong>, offre l’opportunità, tanto attesa, di capire l’opera Julian Schnabel, artista visionario i cui dipinti hanno modellato e continuano a influenzare il paesaggio di quella che viene definita l’arte contemporanea.  La mostra presenta oltre <strong>quaranta opere</strong> che ripercorrono la sua carriera <strong>dagli Anni ‘70 ad oggi </strong>e<strong> </strong>non c’è cornice migliore del Museo Correr di Venezia, storico crocevia fra Oriente e Occidente.<strong> </strong>Schnabel, infatti, oltre a essere un grande artista americano, è anche un artista del mondo che ha fatto da ponte fra Est e Ovest, assimilando culture diverse e aprendo nuove strade all’arte. Il suo è un progetto di sdoganamento per le nuove generazioni di artisti, una spinta a espandere i confini dell’arte contemporanea.  La retrospettiva illustra la sua poetica fortemente ispirata a Jackson Pollock e Cy Twombly, ma basata anche sulla tradizione europea e mediterranea che ricorda lo stile dei vecchi maestri spagnoli e italiani &#8211; come El Greco e Tintoretto &#8211;  e che interpreta rimandi letterari e culturali, antichi e moderni da Omero a Eschilo, all’arte dei grandi maestri, da Giotto a Goya, da Antoni Gaudí a Pablo Picasso.  Oltre ai i suoi celebri <em>plate paintings</em> la mostra offre opere create con una varietà infinita di tecniche e materiali – dal velluto alla tela cerata, da pezzi di legno recuperati in tutto il mondo, a vele, fotografie, tappeti, teloni e qualsiasi superficie piatta che ispiri i suoi processi creativi – e illustra un modo di utilizzare queste materie che, estrapolate dal loro contesto originario, assumono nuovi significati come realtà dipinta.<strong></strong> Verso la fine degli Anni ‘70 i <em>plate paintings</em> riorganizzarono la logica della pittura, coltivando un nuovo terreno artistico, e fungendo da rimedio alla cosiddetta “morte della pittura”.  <strong>Pittore</strong>, <strong>scultore</strong> e <strong>regista</strong>, Julian Schnabel si contraddistingue per la sua stupefacente capacità metamorfica e la travolgente forza espressiva che comunica attraverso le sue opere. Un talento nato dalla pittura che lo porta a sondare più campi artistici e a cimentarsi nel mondo del cinema dove riesce come ottimo regista con i film <em>Basquiat</em> del 1996, <em>Prima che sia notte </em>del<em> </em>2000<em> </em>(vincitore del premio Grand Jury al Festival del Cinema di Venezia), <em>Lo Scafandro e la Farfalla </em>del 2007 (vincitore del premio per il miglior regista al Festival di Cannes). La produzione cinematografica di Schnabel è strettamente correlata alla sua produzione artistica al punto che i suoi film possono essere considerati un naturale proseguimento della sua vena pittorica.</p>
<div id="attachment_684" style="width: 359px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/05/Schanbel2.jpg" class="broken_link"><img aria-describedby="caption-attachment-684" decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-684" title="The Atlas Mountains II, 2008 - Collezione dell’artista" src="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/05/Schanbel2.jpg" alt="" width="349" height="500" /></a><p id="caption-attachment-684" class="wp-caption-text">The Atlas Mountains II, 2008 - Collezione dell’artista</p></div>
<p><strong>LA MOSTRA</strong> La mostra si apre con l’installazione <strong>“Queequeg”</strong>, grandiosa scultura in bronzo alta<em> </em>oltre quattro metri. Quest’opera è l’ultima di una serie di sculture cominciata nel 1981 e il cui viaggio iniziò nel 1982 fra le montagne di Chantarella, St. Moritz. “Queequeg” è il primo frutto dell’accordo biennale che Julian Schnabel ha concluso con la casa automobilistica di lusso Maybach. “Queequeg – The Maybach Sculpture” è stata presentata in anteprima mondiale all’Art Basel Miami Beach 2010. Questa collaborazione è un’ulteriore conferma dell’impegno profuso da Maybach nel mondo dell’arte contemporanea a sostegno di artisti noti e del loro impegno nell’accompagnare i <em>protégés</em> più giovani e talentuosi, oltre che di istituzioni dell’arte quali il Louvre e la Fondazione Beyeler.  L’esposizione continua con gli straordinari “Surf Paintings” intitolati <strong>“Painting for Malik Joyeux and Bernardo Bertolucci”</strong> (2006), alti più di sei metri, posizionati nello spendido scalone neoclassico del Museo Correr. In queste opere, realizzate su poliestere in gesso e inchiostro, l’artista unisce la sua passione per l’arte e per la regia a un’altra grande passione della sua vita, quella per il surf. L’acqua e il surf sono usati come metafore della libertà. I dipinti sono dedicati a due personalità piuttosto divergenti: Malik Joyeux, surfista professionista e Bernardo Bertolucci, famoso regista italiano.  Il tema del mare è ricorrente nei dipinti e nei film di Schnabel; la vastità del soggetto porta l’artista a dipingere su  supporti molto grandi in grado di inglobare lo spettatore all’interno dell’esperienza visiva come accade al cinema. Nel suo grande capolavoro <strong>“The sea” </strong>del 1981, realizzato in Amagansett utilizzando frammenti di cocci di vasi messicani, questa volta il mare non viene rappresentato come elemento della natura che sta per essere eroicamente conquistato da un surfista ma diventa evocativo del tempo, della storia e forse di un cammino verso la fine, da cui si percepisce un immagine di sconfitta, di affogamento, andando a creare un’immagine di dissesto culturale.  In mostra non mancano altri <em>plate paintings, </em>i celeberrimi<em> </em>dipinti realizzati sulle superfici di frammenti di ceramica, che hanno rappresentato un considerevole momento di svolta nel percorso pittorico del maestro e un’importante innovazione nel panorama artistico degli Anni ‘80. Uno dei suoi primi capolavori è stato <strong>“St. Francis in Ecstasy”</strong> del 1980 in cui la figura di San Francesco appare, sullo sfondo di un paesaggio montuoso, avvolta da un drappeggio affiancata da un teschio e da una entità rossa che si innalza nel cielo.  Altro aspetto molto importante della sua opera è senza dubbio quello autobiografico che ritroviamo in mostra nei numerosi ritratti di amici o familiari tra i quali <strong>“Portrait of Olatz”</strong> del 1993 dove è ritratta l’ex moglie dell’artista; <strong>“Portrait of Father Pete Jacobs”</strong> del 1997 amico di Schnabel, fino a <strong>“Portrait of Rula” </strong>del 2010, esposto nella splendida Sala da Pranzo neoclassica del Museo Correr, ritratto della sua attuale compagna e autrice del romanzo biografico “Miral” che ha ispirato l’ultimo film di Schnabel.  Svariate le fonti ispiratrici di Schnabel nelle cui opere ritroviamo moltissime allusioni letterarie, rimandi storici e riferimenti musicali. Come la scritta “BEZ”, che compare in <strong>“Bez #1”</strong> del 2010 dipinta sopra un’immagine di Shiva in un paesaggio esotico, che non ha alcuna allusione a rimandi religiosi e si riferisce a un noto personaggio rock di Manchester, Mark Berry la “mascot/ballerino” degli Happy Mondays.  Altra particolare tecnica utilizzata da Schnabel consiste nell’ingrandire fotografie poetiche ed evocative sulle quali interviene con tocchi di colore e macchie generate dalle condizioni atmosferiche. Come nelle straordinarie opere <strong>“Salivars”</strong> del 2009 le quali hanno come sfondo scatti di paesaggi dei dintorni della sua casa al mare e del suo studio a Montauk, nella punta più a nord di Long Island, risalenti agli Anni ‘50.  In mostra anche tre dipinti intitolati <strong>“The Atlas Mountains”</strong> che rappresentano le montagne del Nord Africa tra il Mediterraneo e il Sahara. Su una tela catramata alta quattro metri e interrotta da segni di gesso, l’artista ha fissato briglie marocchine per evocare paesaggi segnati e invecchiati dalle intemperie e dal tempo.  I primi quadri del percorso espositivo come <strong>“Jack the Bellboy”</strong>, <strong>“Procession (for Jean Vigo)”</strong> o <strong>“Saint Sebastian – Born in 1951”</strong>, sono per Schnabel le prime formulazioni di ricerca di un surrogato della figura nella fisicità del quadro e il tentativo di reintrodurre un linguaggio nella varietà dei significati.  &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..  <strong>CATALOGO </strong> <strong>Julian Schnabel<a href="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagini-Guide-Musei61.jpg" class="broken_link"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-1648" title="Immagini Guide Musei6" src="http://www.visitmuve.it/wp-content/uploads/2011/07/Immagini-Guide-Musei61.jpg" alt="" width="114" height="154" /></a></strong>. <strong>Permanently becoming and the architecture of Sseeing.</strong> <em>A cura di</em> Rosenthal Norman  pp. 156, formato  26 x32 cm Euro 45,00 Skira, 2011 isbn: 978-88-572-1000-1  <strong><a href="http://www.skira.net/dettaglio.php?isbn=8857210001">ACQUISTA ORA </a>! – <a href="http://www.skira.net/dettaglio.php?isbn=8857210001">&gt;&gt;&gt;</a></strong> Edizione Italiano e inglese</p>
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